De Gendt re di Napoli al Giro

Un re belga del Napoli: Thomas De Gendt ha vinto invano sabato l’8° tappa del Giro dell’olandese Mathieu van der Poel alla vigilia dell’arrivo in vetta alla Blockhaus in Abruzzo.

Se è stato onnipresente in questa tappa trasformata in una mini-classica di 153 chilometri, van der Poel non è riuscito a vincere. La vittoria è andata all’esperto De Gendt (35), dieci anni dopo il suo primo successo al Giro quando vinse in vetta allo Stelvio e si classificò al terzo posto nella classifica finale.

Per la classifica generale, i candidati sono rimasti in attesa alla vigilia della tappa chiave della prima settimana. Con la sola eccezione di Guillaume Martin, presente nella fuga di giornata e autore di un’operazione di riclassificazione a cui era già riuscito lo scorso anno al Tour de France e alla Vuelta.

Il francese ha preso tre minuti dai diretti rivali ed è balzato dal 28° al 4° posto in classifica, a 1 min 06 sec da chi indossava la maglia rosa, lo spagnolo Juan Pedro Lopez, che ha mantenuto la sua proprietà nonostante un tentativo al suo delfino, il Il tedesco Lennard Kämna (a 38 sec), nell’ultima salita.

Al fronte, van der Poel, a quanto pare l’uomo forte della fuga con l’eritreo Biniam Girmay, ha fatto esplodere il forte gruppo di una ventina di unità all’ingresso degli ultimi 50 chilometri. Ma +VDP+, seguito da vicino da Girmay e dallo svizzero Mauro Schmid, ha dovuto rinunciare a un quartetto composto da due corridori della stessa squadra (De Gendt, Vanhoucke) che hanno saputo mantenere il vantaggio fino al traguardo nonostante un ultimo tentativo di l’immancabile van der Poel.

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– La questione del Blockhaus –

“Stavo lavorando per Harm Vanhoucke perché potesse attaccare in salita, ma lui ha detto che non aveva più le gambe buone. Negli ultimi tre chilometri gli ho detto di andare forte e che ero sicuro di vincere lo sprint”, ha spiegato De Gendt sulla tattica seguita contro gli ultimi due compagni, l’italiano Davide Gabburo e lo spagnolo Jorge Arcas, senza lista di vittorie.

Giro d'Italia: De Gendt re di Napoli al Giro

Il belga, uno dei 21 corridori attivi ad aver vinto almeno una tappa nei tre Grandi Giri (Francia, Italia, Spagna), è anche l’uomo delle grandi occasioni. Anche se i suoi due successi al Tour sono stati in qualche modo oscurati. Nel 2016 ha vinto la tappa del Ventoux, il giorno della caduta di Chris Froome (correndo a piedi alla ricerca della sua bici). Tre anni dopo, la sua fuga vittoriosa a Saint-Etienne coincise con il colpo di forza di Julian Alaphilippe e Thibaut Pinot in finale.

Se la tappa si è rivelata spettacolare ma senza alcuna reale conseguenza sulla gerarchia del Giro, il percorso è servito da vetrina turistica per il napoletano illuminato dal sole, sul circuito del Monte di Proceda, a ovest del grande porto di Campania, città tappa per la 43a volta nella storia del Giro,

Domenica la sfida è di qualsiasi altra dimensione nella 9a tappa, lunga 191 chilometri fino al traguardo giudicato a 1.665 metri sul livello del mare. Tre salite sono comprese nei primi 40 chilometri e il Blockhaus viene salito due volte, la prima fino al Passo Lanciano (10,3 km al 7,6%), la seconda dopo un piccolo anello sull’intera salita e su una strada diversa (13,6 km all’8,4%).

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