Nessuno pensava che fosse possibile realizzare satelliti in legno

Nessuno pensava che fosse possibile realizzare satelliti in legno

Il mese scorso è stata svelata un’importante innovazione che potrebbe cambiare il volto dell’esplorazione spaziale: il primo satellite interamente in legno, sviluppato dai ricercatori dell’Università di Kyoto in collaborazione con l’azienda forestale Sumitomo Forestry.

Questo progresso promette un’era di satelliti più sostenibile e meno inquinante, che potrebbe ridurre l’impatto ambientale dei detriti spaziali.

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Composizione innovativa: satelliti in legno

Questo satellite si chiama LignoSat, ha le dimensioni di un cubo di 10 centimetri di lunghezza, combina pannelli di legno di magnolia con un telaio di alluminio ed è dotato di pannelli solari, circuiti stampati e sensori. Il suo design utilizza metodi tradizionali giapponesi di giunzione del legno, evitando l'uso di colla o raccordi metallici, esaltandone il carattere ecologico.

Non c’è dubbio che questa scoperta fondamentale della fusione cambierà per sempre il futuro dell’umanità


Perché il legno nello spazio?

Usare il legno per costruire un satellite può sembrare controintuitivo, soprattutto data la sua combustibilità. Tuttavia, è proprio questa proprietà che rende il legno attraente per l’esplorazione spaziale. Gli attuali satelliti, quando vengono rimossi dall'orbita, bruciano nell'atmosfera terrestre e rilasciano particelle metalliche, che possono causare problemi ambientali. Un LignoSat, invece, brucerà in modo pulito, rilasciando solo vapore acqueo e anidride carbonica.

Molteplici vantaggi di queste “astronavi”

Takao Doi, astronauta e ingegnere dell'Università di Kyoto, sottolinea i numerosi vantaggi del legno come materiale per la realizzazione dei satelliti. Non solo è resistente al duro ambiente dello spazio (come i velieri di legno che un tempo vagavano per gli oceani) e non blocca le onde radio, il che è ideale per ospitare un’antenna, ma offre anche il potenziale per ridurre significativamente i detriti spaziali.

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Takao Doi, astronauta e ingegnere dell'Università di Kyoto, possiede il primo satellite di legno al mondo.
Takao Doi, astronauta e ingegnere dell'Università di Kyoto, possiede il primo satellite di legno al mondo.

Precedenti storici e costi gestibili

Il concetto non è del tutto nuovo. Nel 1962, il lander lunare Ranger 3 della NASA utilizzò effettivamente un guscio di legno di balsa per proteggere la sua capsula. Nonostante la missione fallì, l’idea di utilizzare il legno nello spazio era già stata studiata. Il costo totale di progettazione, produzione, lancio e funzionamento del LignoSat è stimato a circa 191.000 dollari, un costo ragionevole nel contesto spaziale.

Test in orbita e future applicazioni

LignoSat comprende sensori destinati a valutare la resistenza del legno ai vincoli dello spazio, come temperatura, forze geomagnetiche e radiazioni cosmiche. Il satellite è stato consegnato alla Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) e sarà trasportato sulla Stazione Spaziale Internazionale a settembre, prima di essere lanciato in orbita a novembre.

Verso habitat spaziali legnosi?

Oltre a LignoSat, le discussioni includono già piani per utilizzare il legno per costruire rifugi sulla Luna o addirittura su Marte. Questi habitat possono sfruttare le proprietà naturali del legno per fornire un efficace isolamento e protezione dalle radiazioni, rispettando i principi di sostenibilità nell’ambiente extraterrestre.

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In questo articolo si esplorano i progressi compiuti nell'utilizzo del legno come materiale per i satelliti, con il lancio di LignoSat. Questo sviluppo apre la strada a un approccio più ecologico all’esplorazione spaziale, riducendo i detriti spaziali e utilizzando materiali rinnovabili e biodegradabili per costruire tecnologie che un giorno potrebbero essere utilizzate non solo nell’orbita terrestre ma anche su altri pianeti.

fonte : natura

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