GARD Gli italiani vengono e si ispirano al patrimonio

GARD Gli italiani vengono e si ispirano al patrimonio

Tutte le strade portano a Nîmes con gli Italiani di Matite In Viaggio a maggio.

L’anfiteatro di Nîmes attira il turismo, anche con lo scambio di case (archivio fotografico Anthony Maurin).

A Nîmes e nella regione, per qualche giorno, non sorprenderti se vedi persone che disegnano! Il 2 maggio al mattino, dirigetevi verso le arene, a mezzogiorno a Les Halles e nel pomeriggio ai Jardins de la Fontaine, in particolare per il Tempio di Diana. Secondo giorno, il Museo dell’antica Arles al mattino, le arene di Arles a mezzogiorno e poi il teatro antico. Giorno 3? Sommières e Junas con, al mattino, il ponte romano sotto il paese e nel pomeriggio visita al laboratorio di Marie-Josée Doutres prima di raggiungere le cave di Junas. Giorno 4 e 5, rientro a Nîmes per il Pont du Gard in mattinata e il Museo della romanità per concludere in bellezza.

Il Festival Jazz di Junas (Foto DR)

“La romanité” è il titolo di una delle due sezioni speciali che saranno presentate durante la mostra Matita In Viaggio 2023 (maestro Venezia dal 20 ottobre al 5 novembre 2023) su questo tema, Matite In Viaggio ha previsto un rencontro molti autori italiani e francesi intorno a Nîmes e dintorni per tracciare le tracce di questa civiltà.

Con la mostra Matite in Viaggio, allestita presso il Centro Culturale Candiani (Meste-Venezia) dal 7 al 9 ottobre 2011, la nuovissima associazione omonima (MIV) è stato presentato al pubblico per la prima volta Nel variegato panorama delle associazioni del Veneto, MIV si pone in una prospettiva inedita e di notevole rilievo culturale, poiché mira a promuovere e incoraggiare l’interesse per i viaggi e i viaggi, nelL’obiettivo è quello di ampliare la conoscenza degli altri e autocoscienza.

Il Pont du Gard (Foto d’archivio: Pont du Gard/DR) • Thomas O’Brien

In questa mostra vengono presentati i diari di viaggio di 45 autori, testimonianze che, attraverso segni e linguaggio, diventano uno strumento indispensabile per leggere luoghi e civiltà, nonché per rielaborare e trasmettere l’esperienza.

Uno degli obiettivi principali dell’associazione è aiutare i giovani a sviluppare il bisogno di cercare, leggere e interpretare l’altro attraverso percorsi di viaggio lontani o vicini, e promuovere la condivisione di emozioni attraverso i codici espressivi delle immagini e delle parole.

I giardini delle fontane (foto Anthony Maurin).

Il disegno è stato per secoli l’esclusivo mezzo di documentazione visiva della realtà, e come tale è diventato lo strumento con cui esploratori, viaggiatori e studiosi hanno impresso su carta le proprie visioni ed esperienze, con una precisione quasi calligrafica o con uno scoppio di visione.

Nei secoli passati i viaggi duravano mesi, anni, a volte una vita. Avventure epiche studiate, sognate e progettate a lungo da studiosi e avventurieri, mercanti e missionari, gente comune ed esploratori. Il quaderno di schizzi e appunti grafici diventa allora, in certi casi, lo strumento stesso con cui interiorizzare e rielaborare l’esperienza, fissando la propria memoria.

L’antico ponte di Sommières (Foto Archivio Anthony Maurin).

Un modo molto originale di rappresentare il mondo, perché filtrato dagli occhi dell’autore, dalla sua stessa cultura. Una cronaca del mondo disegnata, scritta e interpretata, basata sui viaggi di artisti e letterati europei che hanno compiuto il grand tour, scendendo in Italia per entrare in contatto con i capolavori dell’arte antica e moderna. . Anche una mente universale come Goethe si cimentò nel disegno durante il suo “Viaggio in Italia” (1786-1788).

Sono molti coloro che, soprattutto a partire dal XVIII secolo, hanno documentato viaggi ed esplorazioni più o meno importanti. Tra gli altri, c’è Sir William Hamilton (1730 1803), archeologo, diplomatico, studioso e vulcanologo britannico, che soggiornò a Napoli e Pompei tra il 1764 e il 1800, documentando con i suoi disegni la grande eruzione del Vesuvio del 1779.

Le pagine del “Diario di viaggio a Timbuktu” del francese René Caillé (1799-1838), ci hanno regalato le prime immagini inedite della mitica Timbuktu e dell’antica moschea di Djenné.

Le pagine dei padovani David Roberts (1796-1864) e Giovanni Battista Belzoni (1778-1823), coadiuvati da Alessandro Ricci, sono ancora oggi straordinarie testimonianze di come il disegno di viaggio fosse un linguaggio veicolato non solo dall’opera di artisti con accademie e formazione tradizionale, ma anche da esploratori e studiosi, che hanno dato testimonianza vivente delle prime sistematiche scoperte archeologiche nell’antico Egitto.

Di anno in anno, il numero di espositori aumenta. Oggi, 90 blogger trattano un pubblico in crescita per il quale questo evento è diventato inevitabile.

Antonio Maurin

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