polemica sul viaggio in elicottero del principe Alberto di Monaco sulla cima del Gran Paradiso

Le tante foto scattate il 12 luglio, in cima al Gran Paradiso, di un sorridente Alberto di Monaco, in cordata con un gruppo di guide, non davano alcuna indicazione del temporale in arrivo. Ma da quando sono state svelate le condizioni dell’ascensione del principe, è infuriata la polemica. Quest’ultimo avrebbe fatto buona parte del viaggio in elicottero, a spese del contribuente.

Come se non bastasse la crisi politica che sta scuotendo l’Italia, ora va a fuoco anche il consiglio regionale della regione autonoma Valle d’Aosta. Inoltre, per l’attesissima visita di una celebrità al di fuori della piccola regione francofona.

Il 12 luglio, proprio per partecipare ai festeggiamenti per la creazione, 100 anni fa, del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo in assoluto in Italia, il Principe Alberto II di Monaco si recò in Valle d’Aosta. Molto felice della visita di una tale personalità dei media, il “Fondazione Gran Paradiso”che gestisce la promozione del Gran Paradiso per i comuni valdostani del parco, ha inteso approfittare della visita del principe per evidenziare gli effetti del riscaldamento globale sul proprio territorio.

Dopo aver firmato il “Carta del Gran Paradiso” con il Presidente della Regione Valle d’Aosta, impegnando in particolare il Principato e la Regione italiana per lo sviluppo sostenibile e le buone pratiche ambientali, Alberto II, specifica la Fondazione Organizzatrice del “Gran Paradiso Film Festival”, “ha voluto realizzare personalmente lo stato di degrado dei ghiacciai valdostani, in ritirata a causa del riscaldamento globale, e il cui destino è preoccupante come quello degli oceani”.

E il Principe ad andare il giorno dopo, zaino, ramponi ai piedi e piccozza in mano, come dimostrano le foto scattate a 4.061 metri di altitudine, in cima alla mitica vetta italiana.

Alcune foto per immortalare l’evento. E un simbolico deposito, in alto, del famoso “protocollo di amicizia e salvaguardia del parco del Gran Paradiso” firmato il giorno prima, 4.000 metri più in basso. Ecco Alberto II che lascia la Valle d’Aosta. La visita principesca avrebbe potuto rimanere nell’album fotografico della Fondazione come uno dei momenti salienti della celebrazione del centenario del parco di quest’anno.

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Invece, qualche giorno dopo, è l’associazione Deserto di montagna che, la prima, arriva ad alterare la qualità dei colpi presi dalla fune principesca. Riportando i dubbi espressi in un post da un membro delle guardie del Parco Nazionale del Gran Paradiso, i difensori della natura fanno molto di più che graffiare la salita al Gran Paradiso di Alberto di Monaco.

“Vedendo le foto della scalata a cui partecipò il principe Alberto II, sorgono i nostri primi dubbi. Sospetti confermati da un post, ora cancellato dal suo autore”rivela Mountain Wilderness.

E l’associazione per citare stralci di cui si parla “volo turistico organizzato per il Principe”con discesa in elicottero sotto la vetta dove Alberto II “finge di arrivare dal fondovalle a piedi, senza generare inquinamento”. Peggio ancora, la regione avrebbe consentito, per l’occasione, di fornire un elicottero di soccorso alpino di riserva. A spese del contribuente valdostano.

“La mia vergogna è ancora maggiore per l’ente rappresentato dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, che ha avallato l’inutile e potenzialmente pericoloso sorvolo per la fauna del parco, nonostante i pareri negativi e motivati ​​emessi dall’organismo di vigilanza del Parco”conclude il membro dei ranger del parco citato da Mountain Wilderness.

Una testimonianza che l’associazione ambientalista commenta a suo modo sotto forma di domanda: “C’era davvero bisogno di elicotterare una corda del genere, dove Sua Altezza il Principe Alberto II di Monaco appare chiaramente in cima alla montagna, se non per scattare qualche foto accompagnata da grandi titoli di clickbait?”

Rivelazioni che non potevano non sollevare una ventata di polemiche nella classe politica regionale. A fortiori nel clima di campagna pre-elettorale che regna sull’Italia dalla caduta del governo Draghi.

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“Il fatto di essere in campagna elettorale complica ulteriormente il quadro generale delle discussioni tra le forze politiche locali”ha commentato ai nostri colleghi quotidiani Erik Lavevaz, presidente della Regione Valle d’Aosta La Stampa. A cominciare dalla nomina del suo vicepresidente per l’ambiente, ad esempio. Un membro del governo regionale che gli sarebbe molto utile per rispondere agli acidi comunicati stampa di almeno sei partiti nella sua assemblea, soprattutto di sinistra, e anche di estrema destra.

“Il mondo è in fiammedenunciano i partiti politici che riprendono le argomentazioni di Mountain Wilderness, e tutta questa vicenda ci porta in aperta contraddizione con i valori dell’agenda 2030 che la Regione ha detto di voler promuovere (…) Questo appello lanciato dal vertice del Gran Paradiso dalle autorità ai cittadini comuni (cioè quelli che sono ancora andare in montagna a piedi) ha perso ogni significato”concludono i firmatari di un’interrogazione scritta per chiedere che siano stabilite le responsabilità di coloro che hanno autorizzato tale sorvolo.

L’estate del centenario del primo parco nazionale italiano della storia non sarà quindi facile. Né sul piano politico con questa vicenda del “principe in cordata” che è opportuna per avvelenare ulteriormente la campagna elettorale. Questo dovrà tenersi ad agosto a causa del ballottaggio fissato per il 25 settembre. Una prima nella storia della Repubblica Italiana.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso ha annunciato in un post Facebook lo sventolare della bandiera per celebrare la creazione del suo centenario. “Questo vile gesto, perché la bandiera è stata tagliata (non strappata dal vento), non deve far dimenticare il motivo per cui è stata issata: celebrare 100 anni di storia e di futuro per tutta questa area protetta”, ha affermato la direzione del parco italiano. E da aggiungere che un’altra bandiera verrà riposta nello stesso posto per continuare a sventolare in cima al Gran Paradiso fino alla fine dell’estate.

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