opere d’arte per combattere la pesca illegale

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Francia 2
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A. Mikoczy, M. Chiarello, I. Mangiardi, L. Tositti – Francia 2

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Nella baia di Talamone, sito italiano protetto, artisti volontari hanno disegnato delle sculture che sono state poi sommerse per rompere le reti dei pescherecci.

Nella baia di Talamonde (Italia) si nasconde un museo sottomarino, con una ventina di misteriose sculture. Difficile definire lo stile. Perché qui l’obiettivo non è la visita: le statue servono a scoraggiare la pesca illegale, rompendo le reti dei pescherecci. Se la pesca industriale è teoricamente vietata in questa zona costiera protetta, fino a poco tempo, i pescherecci da traino venivano ancora lì.

Paolo Fanciulli, pescatore e inventore de “la Casa dei Pesci”, ne aveva avuto abbastanza. “La pesca industriale utilizza una rete a strascico che raschia i fondali. Distrugge le piante, le uova dei pesci, i loro habitat, devasta gli spazi. La mia è una rete che non si muove”confida.

Un amico, proprietario di una cava di marmo, gli offrì blocchi da 10 a 15 tonnellate ciascuno. Gli artisti volontari hanno quindi immaginato opere, che sono state sommerse tra i cinque e gli otto metri di profondità. Ora, quando i pescherecci raschiano il fondo, le loro reti si strappano. Paolo spera di espandere l’area protetta fino alla foce di un parco naturale più a nord.

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