la fine delle ambizioni napoletane? / Italia / Napoli / SOFOOT.com

Il Chelsea ha ufficializzato il trasferimento per le prossime quattro stagioni di Kalidou Koulibaly, pilastro della difesa napoletana. Una partenza che sembra un grosso freno alle ultime velleità del Napoli vista l’importanza del 31enne senegalese in Campania. Sul lato londinese, questo arrivo pone le basi per un’estate che dovrebbe essere meno complicata del previsto.

Devi credere che il concetto di ascensore sia una tradizione trasmessa dall’FC Metz ai suoi giocatori. Superato dal club alla croce di Lorena in un’epoca ancora meno gloriosa di quella che i Garnets si apprestano a vivere (con una discesa in National nel 2012), Kalidou Koulibaly conosce un solo significato: la salita. Così, dopo Genk e Napoli, il 31enne senegalese lascia quello che sembra sempre più un pantano sul lato del sud Italia per unirsi al Chelsea.

Ancora in pericolo qualche mese fa, i londinesi sono di nuovo verdi dopo il già ufficializzato arrivo di Raheem Sterling e contemporaneamente mandano al valzer tutte le voci che promettevano loro l’inferno questa estate dopo la partenza di Roman Abramovich. Ancora in gara Scudoloro Partenopei saranno ancora una volta costretti a rivedere le loro ambizioni al ribasso.

AK per due


Ormai da diverse settimane, in Campania, l’esito sembrava inevitabile. Al termine del contratto la prossima estate, la doppia K, 317 partite sul cronometro con i napoletani, non è stata ovviamente soddisfatta dalle varie proposte avanzate da Aurelio de Laurentiis e Cristiano Guintoli. Tuttavia, a fine maggio, Luciano Spalletti intendeva preservare lo scoglio senegalese: Koulibaly, secondo me, non è in vendita, proprio come la scorsa stagione quando ho minacciato di incatenarmi ai cancelli se fosse stato ceduto. Ricomincio! » Nel processo, il Mister era stato addirittura elogiato nei confronti del suo difensore, a meno che non si trattasse di un’implorazione indirizzata direttamente al suo presidente: È un giocatore sempre pronto a dare una mano, sa dove intervenire e come alzare il livello. Fa sempre la cosa giusta. Vogliamo vivere un’altra stagione importante, quindi non può essere ceduta. La gente dice che possiamo avere un giocatore più giovane, ma non si può comprare un leader che è cresciuto qui per così tanti anni, che vive e respira la città e riporta quella passione in campo. »

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Uno sforzo alla fine vano dal momento che De Laurentiis non ha trattato Koulibaly come avrebbe senza dubbio meritato. Invece, il proprietario di Partenopei ha preferito fare pressione sul suo giocatore. “È lui che deve decidere se vuole essere un simbolo del Napoliha scosso l’ADL alla fine della stagione. Non posso costringere nessuno a restare, ognuno ha i suoi bisogni. Rispettiamo tutti. Non ho mai costretto nessuno a restare quando voleva andarsene anche se il contratto non era scaduto. » Un modo più o meno elegante per far capire al suo capitano che non avrebbe rivisto al rialzo la sua proposta, anzi. Anche a costo di compromettere il futuro di un club che senza dubbio farà fatica a riprendersi da questa partenza. Tanto più che i Vosgi non sono i soli a sopportare il peso di questa gestione, a dir poco, di De Laurentiis. Prima di lui, e solo quest’estate, non erano stati selezionati nemmeno David Ospina, Dries Mertens, capocannoniere del club, e Lorenzo Insigne, il ragazzo del Napoli diventato icona. Insieme simboleggiano perfettamente questo passo indietro di un Napoli che ha lottato fino alla fine, o quasi, per il titolo quest’anno e che ora dovrà abbassare le proprie ambizioni.

Todd alla vita

Con la differenza che Koulibaly porta ancora un bel assegno da circa quaranta milioni di euro al suo ex club. Occorre ancora che Guintoli e De Laurentiis ne facciano buon uso. I primi nomi citati in sostituzione dei senegalesi, Leo Østigård e Kim Min-jae, anch’essi presi di mira dal Rennes, non sono francamente dello stesso calibro del KK. Oltre a salvare le casse di Partenopei, lungi dall’essere il più in difficoltà finanziaria della Serie A, il Chelsea ne approfitta per mandare un messaggio. Dopo aver perso Antonio Rüdiger e Andreas Christensen, partiti entrambi per l’altra sponda dei Pirenei, e prima di salutarci, anzi addioall’indistruttibile César Azpilicueta, il Blues rafforzare un settore che nelle ultime settimane si è notevolmente indebolito. Oltre all’occasione di Koulibaly, stanno circolando anche altri big – si citano Presnel Kimpembe e Nathan Ake – per consolidare la difesa del club ora guidato da Todd Boehly. Ancora più importante, con l’arrivo anche di Raheem Sterling, i residenti di Stamford Bridge dimostrano che le loro ambizioni rimangono intatte. A differenza di quelli del Napoli che, dopo aver lasciato il treno Scudo in questa stagione, ora sembra destinato a rimanere al molo.

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Di Florian Porta

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