Italia: ritorno all’instabilità politica? | Politica DW

156 senatori hanno votato per il governo, 140 su 16 si sono astenuti e 16 del partito di Matteo Renzi si sono astenuti. Ciò significa che il presidente del Consiglio italiano, se lo desidera, ha il diritto di continuare al potere, anche se con ostacoli molto grandi.

Tanto più che tra i 156 voti a favore della sua coalizione di governo figurano tre senatori a vita, due politici che fino a ieri appartenevano alla “Forza Italia” di Silvio Berlusconi, e alcuni di loro erano gli ex “cinque stelle” delusi. Tutto questo in un momento in cui il Paese sta affrontando enormi problemi come i ritardi nel processo di vaccinazione dei cittadini e il rischio di un’esplosione della disoccupazione nei prossimi mesi.

Renzi è all’opposizione

Conte affronta enormi sfide

Renzi ha dichiarato ufficialmente che d’ora in poi si unirà all’opposizione, anche se con una certa “flessibilità”. Ad esempio, voterà a favore dell’aumento del deficit pubblico, per fornire nuova assistenza finanziaria agli imprenditori colpiti dalla crisi.

Il primo possibile passo di Conte sarebbe una visita del presidente Sergio Mattarella per valutare le realistiche possibilità di sopravvivenza dell’attuale governo. Mattarella, invece, dovrebbe chiedere garanzie per una gestione più stabile del Paese. D’altra parte, il primo ministro e professore di diritto italiano potrebbe rispondere che nelle prossime settimane proverà ad espandere la sua nuova maggioranza. Nella speranza di convincere alcuni senatori di Renzi a tornare nella loro prima “casa politica” nel Partito Democratico di centrosinistra.

Quel che è certo è che l’Italia sta tornando alla tradizionale instabilità politica. Con la differenza a questo punto, l’Unione Europea vuole (come ha già fatto, in sostanza, attraverso il suo Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni) garantire che gli ingenti fondi che si appresta a stanziare vengano utilizzati a lungo termine – termine e strategia efficace.

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Theodorus Andridis Sigilakis, Roma

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