Fine del mistero sull’origine e la discesa degli Etruschi

Gli Etruschi hanno segnato notevolmente la storia per il carattere ancora enigmatico della loro lingua. Anche la loro storia genetica è rimasta controversa e diverse ipotesi sulla loro origine erano ancora in sospeso. Nuovi dati sul DNA forniscono risposte sull’evoluzione genetica degli Etruschi.

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La civiltà etrusca fiorì durante età del ferro (-800 a -50 aC) nell’Italia centrale, principalmente tra il Mar Tirreno, l’Arno e il Tevere. L’origine, lo sviluppo e la discendenza di questa civiltà sono stati discussi per diversi secoli, in particolare perché i resti umani sono rari e le analisi diDNA che potrebbe aiutare a rispondere a queste domande deve basarsi su molti individui.

Uno studio, pubblicato sul giornale Gli scienziati progrediscono, segnala proprio che questo tipo di analisi potrebbe essere effettuato, grazie ad un campionamento perciò. Gli autori hanno infatti avuto accesso ai resti di 82 individui e hanno prelevato porzioni ditempeste o denti per estrarre e analizzare il DNA. Tra gli individui campionati, 48 sono datati tra l’800 e l’anno 1 a.C. (Età del ferro e repubblica romana), 6 tra l’anno 1 e l’anno 500 (periodo imperiale) e 28 sono datati tra 500 e 1.000 anni dC, di cui 12 dell’Italia centrale e 16 dell’Italia meridionale. I ricercatori quindi, con questi campioni, hanno coperto quasi 2000 anni di storia e diverse regioni d’Italia come Toscana, Lazio e Basilicata.

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Variazioni genomiche in 2000 anni di storia

Questa coperta genetico prima eccezionale e senza precedenti ha permesso di dimostrare che, durante il primo periodo studiato nell’Italia centrale (-800 a -1 a.C.), la genoma della maggior parte degli individui era omogeneo. Questo indica che ibridi con individui di altre regioni non ha lasciato tracce genetiche significative negli Etruschi in questo momento. Inoltre, questi Etruschi avevano un genoma vicino a quello dei Latini di Roma e dintorni, sebbene non condividessero la stessa lingua o la stessa cultura. Questo risultato contraddice quindi una precedente ipotesi che gli Etruschi fossero originari del Medio Oriente.

Questi Etruschi avevano un genoma simile a quello dei Latini di Roma e dintorni, sebbene non condividano la stessa lingua o la stessa cultura.

Durante il secondo periodo studiato, tra AD 1 e AD 500, il gruppo di Genova di individui mostra una mescolanza con le popolazioni del Mediterraneo orientale, che probabilmente includevano schiavi e soldati che ilImpero aveva trasferito.

Tra l’anno 500 e l’anno 1000 d.C., cioè dopo il caduta dell’impero romano da occidente, individui dal nord Europa migrarono attraverso il penisola italiana. Gli individui germanici hanno così potuto ibridarsi con le popolazioni dell’Italia centrale e lasciare il segno nel panorama genetico di quest’area.

I risultati dello studio evidenziano infine una continuità genetica tra gli individui dall’inizio del Medio Evo e quelli di oggi, nelle regioni Toscana, Lazio e Basilicata. Questi dati suggeriscono che il principale pool genetico di persone nell’Italia centrale e meridionale si sia formato per lo più almeno 1.000 anni fa.

L’enigma dell’origine degli Etruschi risolto dalla genetica?

È forse la fine di una lunga polemica tra archeologi, storici, linguisti e più recentemente genetisti. Il professor Alberto Piazza dell’Università di Torino ha appena diffuso i risultati delle sue analisi, ricavate dal DNA di uomini di antiche famiglie toscane residenti in città come Volterra, Murlo e il Casentino. Il Etruschi, questa misteriosa civiltà già presente in Italia nell’età del ferro, e che influenzò fortemente la civiltà romana prima di esserne conquistata, sarebbe di origine anatolica come già affermava a suo tempo il grande storico greco, Erodoto.

Articolo di Laurent Sacco, pubblicato il 14/07/07

Il popolo etrusco occupava l’odierna Toscana da almeno 3.200 anni e si distingueva dagli altri popoli d’Italia per il grado di civiltà più avanzato e per la lingua e la scrittura ancora oggi enigmatiche, anche se sono stati compiuti notevoli progressi. nella loro comprensione. La storia romana riecheggia le battaglie tra le due potenze, ma molte caratteristiche di questa civiltà verranno successivamente assimilate da Roma, che alla fine della Repubblica Romana annette definitivamente l’Etruria.

L’origine esatta di questo popolo era stata dibattuta a lungo, ma tre teorie erano state più o meno accettate.

Il primo risale a Erodoto, per i quali a seguito di una lunga carestia, una popolazione situata nel sud della Turchia, in Lidia, era emigrata in massa in cerca di migliori condizioni di vita da Smirne, l’attuale isola di Izmir.

La seconda risale ad un altro storico greco, Dionigi di Alicarnasso, per il quale l’origine degli Etruschi doveva essere nel nord Europa.

Infine, un’ultima teoria appoggiata per una popolazione indigeno che si sarebbe sviluppato inizialmente in modo autonomo, ma precocemente, prima di subire l’influenza culturale dell’espansione greca nel Mediterraneo.

Archeologi e linguisti erano d’accordo solo su una cosa. La lingua degli Etruschi si era sviluppata autonomamente per un certo periodo, prima che i Greci portassero loro la scrittura e molto prima che i primi documenti storici menzionassero l’esistenza degli Etruschi.

Per chiarire questo, e poiché gli studi sul DNA mitocondriale nei toscani avevano già puntato nella direzione di un’origine anatolica, il professor Piazza ha selezionato una popolazione di toscani le cui famiglie provenivano da almeno tre generazioni da città e luoghi storicamente fortemente legati alle più importanti metropoli dell’Etruria. Sono stati poi fatti confronti con il DNA di popolazioni del nord Italia, dei Balcani, della Sicilia, della Sardegna e infine della Turchia, dell’isola di Lemno e persino del Medio Oriente.

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L’analisi genetica ora indica chiaramente un’origine turca. A Murlo, in particolare, alcuni geni si trovano chiaramente solo in Anatolia. Inoltre, è stata ben stabilita una certa vicinanza con la popolazione di Lemno, confermando ciò che sospettavamo fin dal XIXe secolo successivo al ritrovamento di una stele recante un’iscrizione in greco arcaico chiaramente riferibile a scritti etruschi.

La tesi del padre della storia, Erodoto, fortemente criticata dai suoi successori, ne esce molto rafforzata anche se non tutto è stato ancora detto. Il professor Piazza attende, per essere del tutto convinto, i risultati degli studi su altre popolazioni toscane e, soprattutto, il confronto conDNA fossile degli Etruschi. Ma poiché quest’ultimo praticava la cremazione, è tutt’altro che ovvio!

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