L’eterno progetto del ponte tra l’Italia e la Sicilia rilancia ancora una volta

L’eterno progetto del ponte tra l’Italia e la Sicilia rilancia ancora una volta

Mai privo di superlativi, Matteo Salvini non ha nascosto il suo entusiasmo nell’annunciare la notizia.

“È una giornata storica, dopo cinquant’anni di discorsi, questo Consiglio dei ministri approva finalmente l’opera che unirà la Sicilia al resto d’Italia e all’Europa”, ha esclamato il ministro delle Infrastrutture, le cui parole sono trasmesse da Quotidiano Libero. “Costruiremo il ponte più bello, più sicuro ed ecologico del mondo intero”.

In concreto, il governo transalpino ha adottato giovedì 16 marzo un decreto che “dà il via libera all’immediato rilancio di un progetto progettuale e produttivo dell’opera”, preciso dalla sua parte SkyTG24, il quale spiega che tale decisione comporta la riattivazione della società Stretto di Messina, che era stata liquidata nel 2013.

“Il ponte strallato più lungo del mondo”

L’obiettivo è partire da un progetto ponte che collegherà la Sicilia all’Italia avviato nel 2011, che sarà adeguato ai nuovi standard di sicurezza e ambientali. Se tutto andrà come previsto, i lavori dovrebbero iniziare nell’estate del 2024 e, una volta completata, questa infrastruttura lunga 3,2 chilometri diventerebbe “il ponte strallato più lungo del mondo”, indica il sito di informazioni.

Tuttavia, quando si parla di questa infrastruttura, l’uso del condizionale sembra necessario, poiché questo progetto è stato menzionato in passato senza che i lavori siano mai realmente iniziati. Così, a sinistra dello spettro politico, il quotidiano La Repubblica sembra disposto a scommettere che anche questa volta il risultato sarà lo stesso, e l’intero progetto sarà solo uno spreco di denaro.

“L’Italia sorprenderà il mondo”

“La società dello Stretto di Messina nasce nel 1981 [et liquidée en 2013]ed è stato utilizzato solo per pagare gli stipendi e fare gare d’appalto, indignato il giornale romano. Così il ‘ponte che non c’è’ è già costato allo Stato 300 milioni di euro”.

Uno scetticismo che non condivide quotidiano di destra Il Giornale, che evoca A “limite culturale della sinistra italiana”, che avrebbe una sorta di “pregiudizio oscurantista nei confronti delle grandi infrastrutture”, dettata da un ambientalismo cieco e intransigente.

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Il quotidiano milanese sembra quindi pronto a scommettere che, questa volta, il ponte vedrà la luce, e così “L’Italia sorprenderà il mondo”, come si legge sul sito del ministero delle Infrastrutture.

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