Italia: tessera sanitaria al lavoro, lo spettro del caos generalizzato

I semi della protesta stanno scuotendo i porti nazionali e rischiano di diffondersi in tutta la Penisola.


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UNA barca disperata, Dio permette di trovare il porto. Se gli italiani, che oggi si oppongono all’introduzione del lasciapassare sanitario in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati ​​della Penisola, conoscessero questo vecchio detto francese, lo avrebbero eretto a slogan politico. È, infatti, in alcuni porti del Paese, a cominciare da quello di Trieste, che la protesta contro il provvedimento adottato dal governo, in vigore da questo venerdì, prende sempre più ampio e profondo.

Il comunicato diffuso questo martedì dall’organizzazione CLPT (Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste) usa un linguaggio conciso e inequivocabile: “Non accetteremo nessun accordo o compromesso finché non verrà abolito il tesserino sanitario necessario per lavorare, non solo per il dipendenti del nostro porto ma anche per tutti i lavoratori del Paese”, si legge sul documento.


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