i 10 marchi artigianali italiani più desiderati

Etro. Uno dei nostri brand italiani preferiti, Etro, ha felicemente ricolorato le capitali del mondo con 120 negozi e, di recente, 23 indirizzi contemporaneamente in Corea. Nel 1968, Gimmo (alias Gerolamo Etro) ha creato e prodotto tessuti di alta gamma che hanno fatto colpo nel mondo della decorazione e della moda. Dai suoi viaggi esotici, un giorno riporterà una collezione di scialli cachemire. Questo pattern di origine iraniana, chiamato anche cashmere, diventerà l’identità estetica del brand. Nel 1984, Etro ha lanciato la pelletteria combinando tessuti jacquard con … fantasie paisley. Due anni dopo sono arrivati ​​gli accessori per la casa, seguiti dai profumi. Nel 1990, la moda irrompe attraverso il prêt-à-porter creativo e raffinato, mentre l’arte di vivere completa del marchio inizia a espandersi a livello internazionale. Da sempre a conduzione familiare, indipendente, Etro è gestito da Gimmo e dai suoi quattro figli, tra cui Kean, direttore della linea uomo dove abbiamo avvistato cravatte di seta con motivi paisley spettinati! www.etro.com

Corneliani. La grande leggenda milanese è stata fondata nel 1930 da Alfredo Corneliani, che produce impermeabili in una… chiesa di Mantova, dove oggi si trova la sede. Alla fine degli anni ’50, il marchio diventa un player industriale specializzato nell’abbigliamento da città, realizzato artigianalmente nei suoi tre stabilimenti oltralpe. Ci vogliono ancora cinque ore nel 21° secolo per produrre una giacca! Nel 2016, Investcorp, una società di private equity, ha acquisito la maggioranza delle azioni e ha accelerato la diffusione internazionale con 130 negozi e corner e quasi 750 negozi multimarca. Spinto, Corneliani continua sulla strada dell’eccellenza, concentrandosi sull’offerta della sua esclusiva su misura – l’estrema personalizzazione del costume in 540 finiture a mano. Le collezioni, riportano il fit contemporaneo, come questa estate in mente gli anni ’50, composta da un’antologia di colori arancioni, azzurri accesi e verdi in cui traspaiono accenni di bianco e marrone. Nota la gamma Circle, che combina materiali riciclati e finiture di lusso. Corneliani allo stato puro!

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Massimo Alba. Un uomo innamorato può concedersi il lusso! È così che Massimo Alba decide un giorno di creare un piccolo camerino solo per sua moglie, disegnandole un caban blu, un cappotto cammello, tre maglioni di cashmere e tre pantaloni. Sarà l’antipasto di una collezione presentata a New York nel 2006. L’anno successivo Massimo Alba apre il suo showroom a Milano (via Corsico, 8), ovvero 350 mq dove presenta il suo lavoro in una calda atmosfera. L’azienda annuncia oggi l’apertura di una boutique a Forte dei Marmi – la Saint-Tropez italiana – e la quotazione a Serenella, a Nantucket (Stati Uniti), riconosciuta per le precisissime selezioni della sua titolare, l’irrinunciabile Leslee Shupe, seguace di questo grande punto di forza di Massimo Alba: il 100% fatto in Italia. www.massimoalba.com

Boggi Milano. Tipicamente transalpino, con 190 negozi sparsi in 37 paesi e una e-boutique, ovviamente, questo brand è il campione di giacche destrutturate ultraleggere, impeccabili tagli classici e contemporanei allo stesso tempo. Valuta il servizio adatta : il cliente decide in ogni dettaglio del suo costume e sceglie tra più di 150 tessuti realizzati dai più prestigiosi sarti italiani. Dalla sua creazione nel 1939, Boggi Milano (1.000 dipendenti!) ha innovato e ora offre una linea di abbigliamento riciclato che ha subito un trattamento al caffè che offre incredibili tessuti anti-UV ad asciugatura rapida.

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Giovani marchi italiani e marchi centenari

Fabio Quarantena. L’ex studente di economia festeggia i suoi 10 anni di creazione e dobbiamo scoprire urgentemente il suo bellissimo lavoro. Le sue collezioni fantasiose e senza tempo sono al passo con i tempi: rigorose, funzionali e artigianali. Fabio Quaranta lo ha sfidato per la prima volta a Milano, nel 2011, e lì ha allestito, nel 2016, Motelsalieri: è un negozio di moda grezza dove troviamo le sue collezioni, ma anche una galleria d’arte contemporanea e uno studio musicale (per curioso: via Passo Pordoi, 6). Fabio Quaranta infatti collabora da anni con artisti, musicisti e designer di tutto il mondo. A suo agio nel registro femminile e maschile, questo stilista sfila alla settimana della moda milanese mescolando i generi e, per la gioia delle fashion addicted, propone ogni volta lavori originali disegnati in linea. www.fabioquaranta.it

Boglioli. A Gambara (Brescia) 150 sarte sono attive in questo guardaroba sottile disegnato da Marco Re sotto la direzione di Michele Brustia, brand director. Questa graziosa casa perpetua lo spirito sartoriale rivisto alla luce del 21° secolo ed è la gioia dei dandy che si sciolgono davanti ai blazer e alle giacche cadute. Informale, casual, la proposta ruota attorno a giacche morbide, maglioni, camicie e felpe che deliziano ogni momento della fitta agenda di un uomo attivo. Il tocco di Marco Re offre interazioni di abbigliamento e colori esclusivi dove appare un accenno di patina, come se il capo fosse sempre appartenuto al suo proprietario. Da notare la firma Boglioli: un punto impunturato sulle impunture delle tonache dei sacerdoti. Per toccare con mano dei bei materiali, vai nel negozio di New York o Milano e se no, ovviamente, sfoglia il negozio online.

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Fratelli Rossetti. Attenzione, provare un paio di mocassini Brera di Fratelli Rossetti… può diventare rapidamente dipendente. Adornata con le iconiche nappe, questa leggendaria scarpa è stata creata nel 1968! È nel laboratorio di Parabiago, vicino a Milano, aperto nel 1953, che nascono queste scarpe da sogno che richiedono 150 operazioni manuali. Qui è stata inventata anche la tecnica Toledo: i colori vengono applicati a mano e con un timbro sulla pelle neutra che riceve poi diversi strati di cera a pennello per dare questa inimitabile finitura lucida. Questo marchio è prima di tutto un affare di famiglia. Fondata da Renzo e dalla moglie Lisetta, è attualmente nelle mani di tre figli: Diego, Dario e Luca. L’azienda ha attraversato l’Atlantico fino a New York nel 1978, quando è arrivato Diego, amministratore delegato dell’azienda. www.fratellirossetti.com

Armadio Milano. La stilista Rossana Passalacqua, consulente di moda dal 2003, e Francesco Valtolina, direttore creativo e graphic designer, hanno concepito Cabinet Milano come un centro di ricerca concettuale e creativo, con conseguente moda cerebrale. È attraverso il tessuto e il colore che cercano di fornire risposte ai millennial che non si trovano più nelle normali divise burocratiche. Nel 2018 la griffe ha avuto l’idea di disegnare un guardaroba ristretto basato su un unico colore, in questo caso Pantone 445C, applicato su cotone e lana leggera. Nasce così, stagione dopo stagione, questo gioco di una tonalità unica apposta su diversi tessuti, componendo abiti da lavoro rivisitati, accomunati da pezzi chiave. Cabinet Milano offre qualità al 100% fatto in Italia e un universo unico da scoprire a Milano (via Antonio Curti, 2).

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Serapian. Attenzione, mitico! La milanese Serapian non ha mai smesso di affascinare dal 1928 con la sua artigianalità e inventiva, come nel 1947 con il celebre Mosaico. Stefano Serapian immagina questo pattern intrecciando sottili strisce di nappa d’agnello. L’estetica quasi giapponese con il suo effetto origami è in definitiva molto italiana e le borse travalicano i confini. Serapian lancia quest’estate una capsule collection di articoli in ecopelle realizzati artigianalmente da scarti dell’uva italiana. Dal 2017 Serapian fa parte del gruppo Richemont, il che non impedisce alla terza generazione, incarnata da Giovanni Nodari Serapian, di guidare il reparto prodotto su misura. Dallo scorso anno, la fabbrica è stata installata nella Villa Mozart, la cui architettura Art Déco è stata progettata dal famoso Piero Portaluppi! Le collezioni stagionali made in Italy tra Milano, Varese e Firenze sono visibili presso la boutique (via della Spiga, 42). www.serapian.com

I pantaloni. Amata da hipster e artisti, questa giovane etichetta lanciata da Vincent Lampe e sua sorella Niki ha un piede in Italia e l’altro in Germania. Le immagini in catalogo sono di Kira Bunse, fotografa tedesca con base a Parigi, mentre Aaron Altaras, attore della serie Netflix non ortodosso, partecipa spesso a sparatorie. Nel pantheon personale di Vincent e Niki si scontrano Jean-Luc Godard, Fellini, Visconti, Luca Guadagnino o Helmut Newton. Oggi il brand è alla ricerca di un’esposizione più ampia, da qui l’installazione di un pop-up quest’estate sul Ku’damm, a Berlino (Kurfürstendamm), accanto a un luogo ancora in trattativa a Milano. I fan noteranno le nuove versioni della giacca estiva e della camicia con cerniera (esaurita!) realizzate da laboratori italiani, poiché Vincent e Niki hanno forti legami familiari vicino a Milano.

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