Sarah e Veronica, il sogno continua: “Andiamo a vivere insieme”

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Loro lo chiamano “il sogno”, parola utile per poter descrivere quel particolare legame che le unisce; pare che non vi sia nulla che possa allontanare Sarah Nile e Veronica Ciardi, le due ex inquiline della casa del Grande Fratello 10, edizione che si é appena conclusa con il trionfo del controverso Mauro Marin.
Sono tante le copertine dedicate a loro, in modo particolare, il settimanale “Visto” continua a portar avanti questa idea del “sogno”, dove le due amiche si concedono a lunghe interviste, mentre i lettori iniziano a sognare con loro.

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“Saperla “libera” è bellissimo, ma alle volte quasi rimpiango di non averla più a portata di telecomando e poterla vedere quando voglio. Purtroppo non possiamo stare insieme quanto vorrei. Abbiamo spesso impegni che ci tengono lontane e dormiamo in alberghi separati anche quando siamo nella stessa città. Non vedo l’ora di trovare una casa dove poter fare base”, dice Sarah.

“Il sogno è il nostro rapporto speciale, il nostro amore, un legame che abbiamo definito sogno, per poterci esprimere liberamente, ma in codice, all’interno della Casa. Il sogno è una cosa che non possiamo rendere a parole, perché va oltre. E’ un sentimento enorme, immenso, è come un fiume potente che mi scorre dentro portando gioia ed energia ovunque. Non so descrivere le emozioni che ho semplicemente stando vicina a Sarah, la forza che mi dà lo stringerle la mano il sapere che lei c’è e sarà al mio fianco sempre”, replica Veronica.
E in merito al loro rapporto incomprensibile, Veronica si schiera dicendo di non essere mai stata ufficialmente lesbica prima di conoscere Sarah, non avendo mai provato un trasporto fisico nei confronti di un’amica.
Parallelamente, la coniglietta di Playboy invece entra più nel dettaglio dicendo: “Io voglio vivere Veronica in ogni istante, al 100 per cento, e guai a chi per qualsiasi motivo ci verrà a dire quel che dobbiamo o meno fare delle nostre emozioni. Il sogno esiste e per me Veronica è speciale. Se mi definissi lesbica, però, mancherei di rispetto a chi magari ha sofferto una vita intera per arrivare a questa autoconsapevolezza. Non ci si può dire lesbiche così, dall’oggi al domani, senza aver fatto un percorso interno che ti porta a darti quella definizione, che esclude altri tipi amore e di attrazione”.

Alessandra Battistini

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