Migrazione: l’Italia fa cadere le accuse contro l’attivista Carola Rackete

Il giovane tedesco si era avvicinato in forze a fine giugno 2019 con una quarantina di migranti a bordo della Sea-Watch 3 nella piccola isola di Lampedusa.

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LLa giustizia italiana fa cadere le accuse contro Carola Rackete, la tedesca ai comandi della nave umanitaria Sea-Watch 3, che aveva soccorso i migranti e li aveva sbarcati in Italia, ha appreso giovedì una fonte giudiziaria.

Il gip di Agrigento (Sicilia), incaricato delle indagini, ha accettato di archiviare il caso. Ciò significa che le ultime cause contro Carola Rackete sono state archiviate, ha confermato l’organizzazione con sede a Berlino Sea-Watch. La decisione è definitiva e pertanto non può più essere impugnata.

Il giovane tedesco si era avvicinato in forze a fine giugno 2019 con una quarantina di migranti a bordo della Sea-Watch 3 nella piccola isola di Lampedusa.

Carola Rackete aveva ignorato il veto imposto dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, leader della Lega di estrema destra, nell’ambito della sua politica dei “porti chiusi” volta ad arginare il flusso di immigrazione clandestina verso le coste italiane.

L’Italia è uno dei principali punti di ingresso per i migranti dal Nord Africa, principalmente Tunisia e Libia.

In una precedente sentenza, la giustizia italiana aveva già riconosciuto che Carola Rackete aveva compiuto il suo dovere salvando vite umane. Questa decisione si basava sul fatto che l’ormeggio nel porto di Tripoli, in Libia, non poteva essere considerato un luogo sicuro.

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