dopo un inizio perfetto, le cose si mettono male per l’Italia contro gli All Blacks

dopo un inizio perfetto, le cose si mettono male per l’Italia contro gli All Blacks

Dopo due tappe pianeggianti relativamente tranquille, la strada sarà in salita per la squadra italiana. Se gli Azzurri avevano iniziato agevolmente la Coppa del Mondo di rugby contro la Namibia (52-8) prima di liquidare nettamente l’Uruguay (38-17), ora si profilano due passaggi eccezionali: il primo, venerdì 29 settembre, a Lione (ore 21, su TF1) per la Nuova Zelanda. ); poi la Francia, il 6 ottobre, per l’ultima partita del Girone A.

Con le due vittorie migliorate in due partite, i transalpini si trovano di fronte a un’equazione semplice: il successo in una di queste due partite darebbe loro un posto senza precedenti ai quarti di finale. Uscire vittoriosi dalla partita di venerdì contro la Nuova Zelanda, tre volte campione del mondo, sarebbe un’impresa gigantesca anche per il XV italiano, che contro gli All Blacks non ha mai vinto. Le sconfitte contro gli uomini del Pacifico sono sempre state pesanti: 48 punti di differenza di media.

Il compito è arduo, ma gli italiani si dicono pronti. “Non siamo più un avversario facile e distruggiamo tutte le squadre che ci affrontano. Siamo cresciuti molto e siamo convinti di poter spodestare grandi squadre”.ha detto domenica Tommaso Allan, che contro i Blacks sarà schierato terzino. “Dovremo essere coraggiosi e giocare. Non scenderemo in campo per subire la sconfitta più breve possibile. Andremo per provare a vincere la partita”lo ha confermato il tecnico neozelandese dei Transalpini, Kieran Crowley.

Una squadra italiana in divenire

L’uomo che fu campione del mondo con i Blacks nel 1987 si trasferì in Italia nel 2016, per dirigere il Benetton Rugby club di Treviso. Alla guida della squadra veneta per cinque anni, le ha permesso, tra l’altro, di qualificarsi per la prima volta nella sua storia alle fasi finali della Pro14 – competizione che riunisce club gallesi, irlandesi, italiani, scozzesi e sudafricani. La sua avventura alla guida della Nazionale inizia nel 2021. In due anni – Kieran Crowley cederà le redini del Mondiale dopo il Mondiale a Gonzalo Quesada, ex allenatore dello Stade Français – ha migliorato sensibilmente la selezione italiana.

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“Quando sono arrivato abbiamo deciso di ridare rispetto e credibilità al rugby italiano. Ci siamo detti che se avessimo continuato a fare quanto fatto finora, avremmo ottenuto gli stessi risultati. Abbiamo cambiato il nostro stile di gioco e il nostro stato d’animo.”ha raccontato il tecnico questa settimana sulle colonne di Herald della Nuova Zelanda.

E i risultati, anche timidi, ci sono. Il 19 marzo 2022 l’Italia ha interrotto una serie di 36 sconfitte consecutive nel Torneo Sei Nazioni vincendo contro il Galles (21-22). Nonostante il suo ultimo posto nell’edizione 2023 del Torneo, è riuscita a sconfiggere la Francia (sconfitta di cinque punti, 24-29) e anche l’Irlanda (34-20) in una parte della partita. Gli Azzurri possono contare anche su una generazione di talento (Niccolò Cannone, Paolo Garbisi, Ange Capuozzo, Michele Lamaro, ecc.) e su un realizzatore molto affidabile (Tommaso Allan è sempre vincente al 100% davanti ai pali durante questo Mondiale).

“Una dura lotta”

Da lì per interrompere la macchina neozelandese? Non molto tempo fa la domanda sarebbe sembrata incongrua. Chiederlo oggi dimostra chiaramente l’evoluzione del rugby italiano. “Negli ultimi due anni hanno fatto molti passi avanti. Sono stati una delle squadre più brillanti del Sei Nazioni. Ci aspetta una battaglia dura”.aveva previsto l’allenatore dei Blacks, Ian Foster.

Venerdì sera i transalpini cercheranno di far valere la loro principale qualità: l’attacco, costruito soprattutto sulla velocità nei raggruppamenti. Ciò non è sfuggito agli strateghi neozelandesi. “L’Italia ha avuto le uscite di palla più veloci nel Sei Nazioni, meglio dell’Irlanda. Hanno davvero migliorato le loro capacità, soprattutto per quanto riguarda i passaggi e le linee di corsa. Occupano i difensori per lunghe fasi di gioco”ha analizzato questa settimana l’allenatore della difesa dell’All Black Scott McLeod.

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La Nuova Zelanda arriva a Lione sotto pressione. A differenza dell’avversario della sera, gli All Blacks non hanno più scelta: dopo la sconfitta inaugurale contro la Francia, devono vincere per sperare di vedere i quarti di finale. Una situazione senza precedenti nella loro storia. Per assicurarsi una vittoria, se possibile migliorata, hanno richiamato alcuni rimpatriati degni di nota: Shannon Frizell in terza fila, di cui la sua squadra ha mancato l’impatto fisico dopo l’infortunio di luglio, il centro Jordie Barrett, il pilastro Tyrel Lomax, in panchina, e il capitano Sam Cane, che potrebbe inaugurare la sua Coppa del Mondo dopo un infortunio alla schiena. Come riassunto questa settimana da Herald della Nuova Zelanda : “La cavalleria è tornata. »

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