L’esperimento conferma un’anomalia che potrebbe rivelare la presenza di una nuova particella

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I ricercatori del Los Alamos National Laboratory hanno recentemente condotto un esperimento sui neutrini, con risultati simili a quelli ottenuti in esperimenti precedenti che hanno rivelato la famosa “anomalia del gallio”. Questa conferma sperimentale potrebbe significare l’esistenza di un quarto tipo di neutrino, che non avrebbe alcuna interazione con la materia.

Dalla fine degli anni ’80, l’esperimento SAGE (Esperimento di gallio sovietico-americano) misura il flusso di neutrini solari radiochimici utilizzando un bersaglio di gallio, quest’ultimo, mediante cattura dei neutrini, una forma di germanio. Il laboratorio si trova a 2.100 metri sotto terra presso l’Osservatorio dei neutrini di Baksan nelle montagne del Caucaso. A questa profondità, l’esperimento è protetto dalle radiazioni cosmiche. Ma in più di vent’anni di misurazioni, il tasso di cattura dei neutrini si è dimostrato molto più basso (circa il 15%) di quanto previsto dai modelli solari standard, quella che i fisici chiamano “anomalia del gallio”.

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