La tecnologia indossabile sta ampliando i propri orizzonti ben oltre gli ambiti industriali e sanitari, trovando spazio anche nelle attività all’aria aperta. Tra le innovazioni più recenti figurano gli esoscheletri ultraleggeri pensati per escursionisti e appassionati di trekking, progettati per ridurre lo sforzo fisico durante le salite più impegnative. Tra questi, il Navee EXO S Pro si propone come una soluzione destinata all’uso quotidiano, con l’obiettivo di alleggerire il carico sulle gambe senza compromettere la naturalezza del movimento.
Un esoscheletro leggero pensato per il trekking
Fino a poco tempo fa gli esoscheletri erano associati principalmente ai grandi impianti industriali: strutture rigide, ingombranti e dal costo elevato. Oggi il panorama è cambiato grazie a dispositivi molto più compatti, trasportabili e destinati anche agli escursionisti.
Il Navee EXO S Pro pesa appena 1,8 chilogrammi grazie a una struttura in alluminio aerospaziale. Il sistema può sviluppare una potenza di picco fino a 960 watt, si indossa facilmente fissandolo alla cintura o ai fianchi e offre un’autonomia dichiarata di circa 25 chilometri, pari a circa 40.000 passi. Il prezzo di vendita è pari a 1.099 euro, una cifra che lo colloca nella fascia dei dispositivi tecnologici avanzati ma ancora accessibili a un pubblico di appassionati.
La prova su un percorso in salita
Per valutarne l’efficacia, il dispositivo è stato testato lungo il sentiero che conduce a San Pietro al Monte, sopra Civate, in provincia di Lecco. Il complesso benedettino, riconosciuto dall’UNESCO, si raggiunge affrontando un dislivello di circa 300 metri attraverso un’antica mulattiera utilizzata fin dall’epoca longobarda.
Il percorso alterna tratti acciottolati e sterrati, con una pendenza che aumenta sensibilmente nella parte finale, soprattutto in presenza di uno zaino sulle spalle.
Nei primi minuti di cammino l’esoscheletro risulta quasi impercettibile. È invece nelle sezioni più ripide che il sistema mostra la propria utilità: quando i muscoli delle gambe iniziano normalmente ad affaticarsi, l’assistenza interviene nel momento opportuno, rendendo meno gravoso il peso dello zaino.
La sensazione non è quella di essere sollevati, ma piuttosto di ricevere una lieve spinta durante la flessione del ginocchio necessaria per compiere il passo successivo. Sui tratti pianeggianti, invece, l’assistenza appare meno utile e può essere disattivata senza particolari conseguenze.
Al termine dell’escursione, il livello di affaticamento risulta inferiore rispetto alle aspettative e il ridotto peso del dispositivo contribuisce a far quasi dimenticare di averlo indossato.
Come funziona il sistema di assistenza
Dopo la prova pratica, le impressioni sono state confrontate con i dati disponibili. Il Navee EXO S Pro utilizza un sistema basato sull’intelligenza artificiale in grado di riconoscere fino a dieci differenti schemi di movimento e di adattare il livello di assistenza in tempo reale nell’arco di pochi millisecondi.
Secondo il produttore, il dispositivo può ridurre lo sforzo percepito fino al 35%, parametro valutato attraverso la frequenza cardiaca durante l’attività fisica.
Cosa emerge dalle ricerche
Le evidenze scientifiche disponibili sugli esoscheletri sono ancora limitate, soprattutto per quanto riguarda i modelli destinati al trekking. Tuttavia, alcune ricerche condotte su dispositivi simili offrono indicazioni interessanti.
L’American Institute for Occupational Safety and Health ha rilevato che gli esoscheletri possono ridurre l’attivazione muscolare fino al 39% e diminuire fino al 15% le forze che agiscono sull’articolazione del ginocchio. Si tratta di dati ottenuti in contesti differenti e che non possono essere trasferiti automaticamente a un modello escursionistico, ma confermano il principio secondo cui un’assistenza meccanica può contribuire ad alleggerire i movimenti ripetitivi che sollecitano gli arti inferiori.
Quanto può essere utile nella pratica
Le ricerche dedicate a questa categoria di prodotti sono ancora relativamente poche rispetto alle promesse della tecnologia e le prove sul campo restano limitate. Tuttavia, chi affronta frequentemente lunghe camminate in montagna, percorsi urbani ricchi di scale o forti pendenze, oppure deve trasportare uno zaino pesante o convivere con problemi alle ginocchia, potrebbe trovare in un esoscheletro un valido supporto.
Come spesso accade con le innovazioni tecnologiche, la reale necessità di un dispositivo di questo tipo dipende dalle esigenze individuali. Gli esoscheletri portatili e ultraleggeri come il Navee EXO S Pro rappresentano comunque un settore in rapida evoluzione che potrebbe ritagliarsi uno spazio sempre più importante nell’ambito della mobilità personale e delle attività outdoor, seguendo un percorso di sviluppo simile a quello già visto per le biciclette a pedalata assistita e i monopattini elettrici.

Alessandro Vitale è autore per Gossipitaliano.net e si occupa di seguire temi di attualità, spettacolo, tecnologia, business, sport e lifestyle. Il suo approccio si concentra su una comunicazione chiara, accurata e accessibile, con l’obiettivo di offrire ai lettori informazioni utili e aggiornate. Attraverso articoli basati sui fatti e un linguaggio diretto, racconta notizie e storie rilevanti, aiutando il pubblico a comprendere gli argomenti che influenzano la vita quotidiana e il dibattito pubblico.
