Il deficit della Francia è superiore a quello dell’Italia, ma non dovrebbe rischiare una PDE. Perché? – Europa

“Le situazioni sono completamente diverse. L’espressione è di Pierre Moscovici, commissario europeo all’Economia, che si è affrettato a tracciare un confine tra la situazione di bilancio della Francia e quella dell’Italia. Ma quali sono queste differenze? I due paesi hanno punti di partenza diversi, ma crescono i dubbi su un trattamento diverso. Soprattutto da quando Jean Claude Juncker lo ha detto nel 2016: La Commissione ha dato spazio al deficit francese “perché è la Francia”.

L’annuncio di Emmanuel Macron di nuove misure da 10 miliardi di euro, che riducono il deficit dal 2,8% al 3,4%, arriva in un momento in cui la Commissione europea è in polemica con l’Italia. Questo conflitto è già arrivato al punto in cui Bruxelles raccomanda l’apertura di una procedura per i disavanzi eccessivi, un processo che potrebbe sfociare in sanzioni. Il governo italiano si è rifiutato di cedere a Bruxelles, anche se di recente ha aperto le porte a una revisione dell’obiettivo di disavanzo se ciò non significasse eliminare misure iconiche dal bilancio del prossimo anno.

In Europa il peggioramento del deficit francese è stato interpretato come un “regalo” ai populisti italiani che rafforzano le loro argomentazioni contro le regole europee imposte all’Italia. Sull’argomento è già intervenuto il vicepremier italiano Di Maio, citato dal Financial Times, dicendo che “se le regole valgono per tutti”, la Francia deve essere bersaglio delle stesse minacce. Matteo Salvini, vicepremier italiano anche lui, ha provocato Parigi dicendo, secondo Politico, che farebbe “qualsiasi cosa” per rilanciare l’asse Roma-Berlino ora che la Francia è “nei guai”.
Quali sono le differenze?
“Il confronto con l’Italia è allettante, ma scorretto perché le situazioni sono completamente diverse”, ha assicurato Moscovici in un’intervista al quotidiano francese Le Parisien. pubblicato questo mercoledì, 12 dic. Il commissario europeo giustifica questa differenza con il livello del debito pubblico: la Francia ha un debito pubblico del 99% del PIL, mentre il debito dell’Italia supera il 130% – il secondo più alto nell’Unione europea -, la Commissione deve quindi esigere un maggiore sforzo di risanamento di bilancio per gli italiani.

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Bruxelles prevede, alla luce delle dichiarazioni del governo francese, che questo slittamento del disavanzo nel 2019 – dopo che la Francia è uscita dalla procedura per i disavanzi eccessivi (EDP) nel 2017 – rappresenti una situazione “temporanea” ed “eccezionale”. A differenza del governo italiano, il governo francese è impegnato a ridurre sensibilmente il deficit negli anni a venire (1,4% nel 2020). Moscovici tira anche la linea rossa: Macron non può infrangere la regola del 3% né superare il 3,5% per due anni consecutivi.

Il commissario europeo afferma che se la Francia è autorizzata a superare il 3% di disavanzo, non è una forma di “indulgenza”. “Queste sono le nostre regole, tutto qui”, ha detto. Per Moscovici non ci sono doppi parametri nel valutare gli obiettivi di bilancio di Roma e Parigi, perché “la Commissione europea monitora da anni il debito dell’Italia e alla Francia questo non è mai successo”. Deve essere con il pretesto di un alto debito pubblico che la PDE può essere aperta all’Italia.

Inoltre, il deficit francese del prossimo anno ha una misura una tantum di 0,9 punti percentuali che, secondo la stampa francese, sarà stata accolta da Bruxelles, perché il suo effetto sarà particolarmente dannoso nel 2019, ma dovrebbe poi diminuire. Senza questo effetto temporaneo, il deficit sarebbe del 2,5%. Ricordiamo che il deficit del Portogallo calcolato da Eurostat lo scorso anno era del 3% a causa della ricapitalizzazione della Caixa Geral de Depósitos, definita una misura una tantum, che non ha posto alcun problema a Bruxelles.

Per quanto riguarda l’Italia, l’atteggiamento delle istituzioni europee è stato rigido, ma aperto al dialogo. In una conferenza sul futuro dell’Europa tenutasi a Francoforte, Moscovici ha rivelato di essere nuovamente in viaggio oggi a Bruxelles per incontrare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un altro tentativo di trovare una soluzione che consenta lo stallo causato dal rifiuto dell’Unione europea da parte della Commissione della proposta di budget espansiva di Roma. Secondo Reuters Conte presenterà nuovi obiettivi di bilancio, anche se questo crea problemi all’interno della coalizione di governo.

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Moscovici ha però insistito sul fatto che è fondamentale seguire le regole, sostenendo che il rispetto delle stesse “non significa austerità”. L’assessore ha osservato che Bruxelles resta “flessibile” nel dialogo con Roma e ha ricordato di aver accettato che il bilancio italiano per il 2019 prevede un aumento della spesa di 30 miliardi di euro, ovvero circa l’1,5% del PIL – “Non è un taglio”, ha sbottò.



I numeri mostrano queste differenze?
I dati economici dei due paesi mostrano due realtà diverse in termini di finanze pubbliche. In primis il debito pubblico: pur essendo cresciuto notevolmente durante la crisi, il debito pubblico francese – il quinto nell’Unione Europea – è ancora lontano dal livello italiano. Mentre la Francia ha raggiunto la crisi del 2008 con il 70% di debito, l’Italia ha più del 100% di debito almeno dal 2000, secondo i dati Eurostat. La storia è diversa con il deficit di bilancio. Per il momento, l’Italia può vantare un record migliore. Dal 2007 l’Italia registra regolarmente disavanzi inferiori a quelli della Francia. Nell’anno peggiore della crisi per entrambi i Paesi – il 2009 – il disavanzo francese ha raggiunto il 7,2%, mentre quello italiano è stato del 5,2%. Solo nel 2017 il governo francese è riuscito a far uscire il Paese dalla procedura per i disavanzi eccessivi, con un disavanzo del 2,7% del PIL. L’Italia ha avuto un disavanzo del 3% o meno dal 2012.

Ma perché l’Italia, che da anni ha un deficit più basso, ha un debito pubblico più alto? La giustificazione sta nella crescita economica, motivo addotto dall’attuale governo italiano per aumentare la spesa pubblica. Come mostra il grafico, la Francia ha avuto un tasso di crescita del PIL più elevato dell’Italia almeno dal 1996. Pertanto, la crescita economica francese ha (parzialmente) compensato l’effetto del crescente disavanzo. In altre parole, nonostante il disavanzo francese sia aumentato più di quello italiano, anche il PIL francese è cresciuto più di quello italiano, il che ha permesso di fermare l’evoluzione del rapporto debito/PIL. Inoltre, come già accennato, il punto di partenza è molto diverso: nel 2000 il debito pubblico francese ammontava al 60% del PIL, mentre quello italiano era già al 109%.

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Salvini sta cercando di capitalizzare e chiede già mandato per affrontare Bruxelles
Con questo annuncio di Macron e l’apparente assenso di Bruxelles, il governo populista controllato dai vicepremier Matteo Salvini (Liga) e Di Maio (5 Stelle) ha visto una nuova apertura per attaccare l’Unione Europea e al suo interno la retorica euroscettica. Di Maio è venuto ieri a chiedere alla Commissione di seguire l’esempio di quanto fatto con la Roma e anche a proporre l’apertura di una procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti della Francia.

Questo mercoledì è stato il turno di Salvini di girare le batterie su Bruxelles, criticando la burocrazia della “decima” e dei “poteri forti”, in chiara allusione a quella che considera una disparità di trattamento tra due delle tre maggiori economie del mondo. zona euro. .

In alto nei sondaggi, il leader della Lega ha ribadito la sua alleanza con il sistema anti-5 stelle e ha rifiutato di indire elezioni anticipate per sfruttare il momento giusto nelle intenzioni di voto. Salvini, però, ha colto l’occasione per chiedere agli italiani un “mandato per negoziare con l’Ue senza compromessi”, lasciando aperta la possibilità di un voto anticipato se il confronto con Bruxelles dovesse finire con una sconfitta per l’attuale esecutivo.

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