Giorgia Meloni, la leader dell’estrema destra italiana, alla ricerca della normalizzazione

Se Giorgia Meloni non è mai sembrata così vicina a vincere le prossime elezioni legislative italiane del 25 settembre, sembra in atto l’operazione di seduzione per il leader del partito Fratelli d’Italia, capogruppo della coalizione di destra, che riunisce anche il Lega di Matteo Salvini e sostenitori di Silvio Berlusconi di Forza Italia. Per il manager di estrema destra, l’azienda sta attraversando un necessario esercizio di de-demonizzazione, il cui primo atto potrebbe essere questo video pubblicato sui social, mercoledì 10 agosto.

Distribuita soprattutto ai giornalisti della stampa estera, questa sequenza, registrata dietro una sobria scrivania di vetro, e declamata in tre lingue (francese, inglese e spagnolo) cerca soprattutto di conferire statura europea al 45enne romano, che aspira a diventare la prima donna a guidare l’Italia. “Da diversi giorni leggo articoli sulla stampa internazionale sulle prossime elezioni che daranno all’Italia un nuovo governo, in cui vengo descritto come un pericolo per la democrazia, per la stabilità italiana, europea e internazionale”, dice, di fronte alla telecamera. Critiche che lei spazza via insistendo sul cambiamento operato secondo lei dal suo campo. “Decenni fa la destra italiana relegava il fascismo nella storia, condannando senza ambiguità la privazione della democrazia e le famigerate leggi antiebraiche”assicura.

passato sulfureo

Questa dichiarazione vuole porre fine al pesante passato da sopportare per il leader di una lontana formazione erede del partito neofascista, Movimento Sociale Italiano (MSI), tra cui Fratelli d’Italia mantenne come emblema la fiamma tricolore. Riecheggia in particolare il congresso di Fiuggi, nel Lazio, che, nel gennaio 1995, segnò lo scioglimento del MSI. “La destra politica non è figlia del fascismo”, lanciato poi dalla piattaforma Gianfranco Fini, leader del nuovo partito Alleanza Nazionale. Oggi la strategia di Meloni consiste nel respingere i totalitarismi schiena contro schiena. Così, nel suo video, la esprime “condanna del nazismo e del comunismo, le uniche ideologie totalitarie del XXe secolo, ancora al potere in alcuni paesi, sopravvissuto ai suoi tragici fallimenti, e che la sinistra si sforza di condannare”.

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Nella sua irresistibile ascesa al potere, il leader della coalizione di destra deve ancora liberarsi di un passato sulfureo. I suoi commenti nel video contrastano con l’ambiguità che ha mantenuto fino a poco tempo fa. Così, nell’ottobre 2021, nel corso del saccheggio, a Roma, della sede della CGIL (il più grande sindacato italiano) da parte di gruppi fascisti dell’Ordine Nuovo, Giorgia Meloni ha rifiutato di condannare con chiarezza il significato simbolico e politico, spiegando “non conoscendo la matrice” di questi atti.

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