Euro 1968-Giacinto Facchetti, capitano vittorioso ma fortunato (11/23)

Ogni lunedì fino all’inizio dell’euro, Calciomio racconta la storia di 23 giocatori che, a loro modo, hanno segnato le campagne europee del nazionale. Oggi diamo uno sguardo alla vittoriosa e fortunata stagione europea di Giacinto Facchetti con l’Italia in casa durante Euro 1968, l’unico Campionato Europeo delle Nazioni vinto fino ad oggi dal La squadra blu.

L’apoteosi all’Inter, l’apocalisse con il nazionale

Negli anni Sessanta Giacinto Facchetti era semplicemente il miglior terzino d’Europa. La leggenda dell’Inter era vista all’epoca come un giocatore che rivoluzionò il ruolo di difensore da una parte. Oltre a occuparsi dei compiti difensivi, Facchetti non esita a suonare il metronomo e salire a partecipare alle azioni offensive della sua squadra, una grande novità nel calcio per i contemporanei. Oltre a impressionare i seguaci di Calcio Con la sua muscolatura impressionante e il volume di gioco impressionante, Giacinto Facchetti abbaglia la penisola italiana con il suo impressionante curriculum.

Protagonista dell’Inter di Hellenio Herrera, il difensore italiano vince tutte le competizioni con il Nerazzurri. L’Inter a quel tempo era ai vertici del calcio europeo, in particolare vincendo due volte la C1 nel 1964 e 1965 e due volte la Coppa Intercontinentale, senza contare il Scudetti e il Coppe italiane.

Purtroppo il successo non è lo stesso con la selezione italiana poiché Facchetti subirà il più grande affronto nella storia del nazionale nella Coppa del Mondo. È l’estate del 1966 ai Mondiali in Inghilterra quando l’Italia si prepara a disputare una partita decisiva del girone per la qualificazione ai quarti di finale contro la famigerata squadra “modesta” della Corea del Nord. Un grosso errore da parte degli italiani di aver guardato dall’alto in basso questo avversario da quando la squadra asiatica ha vinto la partita per 1-0. La Corea del Nord si qualifica ed elimina l’Italia provocando un dramma nazionale.

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Un euro in casa per rimediare al 1966

Cosa c’è di meglio che vincere un euro in casa per spazzare via l’affronto nordcoreano? Questo è ciò che il file nazionale che si appresta a disputare in casa una fase finale di Euro 1968. Le città italiane che ospiteranno il concorso sono Firenze, Roma e Napoli. L’allenatore dell’epoca Valcareggi intende assolutamente vincere questo Euro in casa per riscattarsi dalla drammatica avventura inglese. Tanto più che i club italiani dominano il calcio europeo dell’epoca con quattro vittorie in C1 negli anni ’60.

Il capitano Giacinto Facchetti può contare su compagni di squadra di talento per andare per il Santo Graal europeo come Rivera, Zoff o Anastasi. Il sorteggio delle semifinali riserva l’URSS all’Italia. È una delle migliori squadre al mondo da quando i sovietici vinsero l’Euro nel 1960 e finirono nelle semifinali della Coppa del Mondo del 1966.

Facchetti manda l’Italia in finale … sul lancio della moneta

Come previsto, gli italiani hanno grandi difficoltà contro i sovietici. Lo Stadio San Paolo di Napoli è gremito di quasi 70.000 spettatori che accorrono per tifare Nazionale. Il Fan soffrirà fino alla fine perché le due squadre non riescono a decidere dopo 90 minuti di gioco, bisognerà giocare i supplementari che non vedranno segnare neanche le due squadre.

È quindi alla moneta che le due squadre dovranno decidere chi andrà in finale perché all’epoca non esisteva la regola dei rigori. Facchetti si ritrova ad affrontare il capitano dell’URSS e l’arbitro della partita il tedesco Kurt Tschenscher per un brindisi di grande insolita importanza. È il capitano italiano che ne esce e involontariamente qualifica l’Italia alla finale del suo Euro in casa.

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Lo dirà più tardi Giacinto Facchetti: “Dopo i tempi supplementari sono entrato nello stadio in una stanza con i funzionari di ogni squadra, il capitano sovietico e l’arbitro. Quando sono uscito vittorioso da questo lancio di monete, sono entrato in campo per esultare con i 70.000 tifosi. “.

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