Andrà tutto bene / Euro 2020 / Finale / Italia-Inghilterra / SOFOOT.com

Che i tifosi italiani stiano tranquilli: questa finale può essere affrontata solo con pressioni positive. Andrà tutto bene e, per una buona ragione, il peggio è già alle spalle.

Era il 9 marzo 2020, al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Il marcatore contro il Brescia, Ciccio Caputo, attaccante del Sassuolo, si avvicina alla telecamera e tira fuori un foglio A4. Su di esso, un messaggio, che invia alla telecamera. “Andrà tutto bene. #Casa estiva“. Traduzione : “Andrà tutto bene. #Stare a casaNegli occhi di Caputo, poi, si legge un misto di incertezza, paura e speranza. È dunque il 9 marzo 2020, e l’Italia si ferma. Completamente. È il primo Paese in Europa gravemente colpito dalla pandemia di Covid-19 e, molto prima dei suoi vicini europei, gli italiani hanno compreso la gravità della questione.

Questo gol di Caputo è l’ultimo prima dello sconvolgimento totale del calcio e del lockdown decretato in tutto il Paese. A quel punto nessuno sa quanto durerà. Settimane? Mesi? Non sappiamo niente. Le prossime settimane immergeranno l’Italia in un lungo incubo. In Lombardia, più che altrove, i giorni e le notti sono scanditi dal suono delle sirene delle ambulanze per le strade. Un’atmosfera terrificante, segnala chi l’ha vissuta. Ma gli italiani non hanno mai ceduto alla paura. Ogni messaggio inviato da un amico, un parente o un familiare che viveva lì finiva allo stesso modo: “Andrà tutto bene“.

Astenersi dal sognare di nuovo


È stato 16 mesi fa, ma sembra secoli fa. Da allora, dopo deconfinamenti, riconfinamenti e ridefinizioni, l’Italia, come il resto d’Europa, ha ricominciato. Ha lottato per tornare al suo calcio. Il finale della stagione 2019-20 è stato faticoso, e la stagione 2020-21, vissuta interamente senza tifosi negli stadi, è stata fortunatamente condita da una rinnovata rivalità tra le tre grandi del Nord, Milan, Inter e Juve.

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E l’Euro, in tutto questo? Gli italiani non ci hanno pensato molto. Le gesta della Nazionale di Roberto Mancini, che ha vinto tutte le partite, amichevoli e non, erano quasi sullo sfondo. Dopo il fiasco del Mondiale 2018, poi la pandemia, ci vorrebbe altro per ricreare una mania intorno al re dello sport e alla maglia azzurra. Un po’ come se il popolo italiano, dopo tante delusioni e frustrazioni, si fosse proibito di sognare ancora. Ma Mancini ei suoi hanno lavorato in silenzio, nel loro angolo, sicuri della loro forza. Dicendosi che sarebbe andato tutto bene.

Restituire balsamo al cuore

E così eccoci all’11 luglio 2021. Le strade italiane, rade o addirittura deserte da mesi e mesi, si ripopolano. Passo dopo passo. Partita dopo partita. Gli italiani finalmente si stringono intorno alla loro nazionale, come in ogni grande competizione. La paura di una ripresa dell’epidemia c’è ancora, ma sembra che sia stata relegata in secondo piano. Andrà tutto bene. L’Italia ne aveva bisogno. Tanto l’Italia del calcio, tanto screditata dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2018, quanto l’Italia stessa. Lei che era stata individuata all’inizio della pandemia per il suo cosiddetto “ospedali mal organizzati e popolazione che invecchia“.

L’Italia da un anno vive al ritmo di zone rosse, zone arancioni e zone gialle, che determinano il livello di circolazione del virus e le restrizioni in vigore nel tal luogo. Nei giorni scorsi l’Italia è nettamente passata in zona blu. E’ la festa in piazza dopo le vittorie della Nazionale, lì regna profumo di notti magiche, profumo di 2006 (di cui abbiamo appena festeggiato il 15° anniversario). La Nazionale ha dato balsamo ai cuori di tutti gli italiani e alla fine il risultato della finale di stasera passerebbe quasi in secondo piano. Ovviamente, l’intero paese spera in una vittoria per cadere nell’ubriachezza. Ma quello che i giocatori di Mancini hanno portato ai loro concittadini nel luglio 2021 va ben oltre, e vale già una grande vittoria. È un vaccino contro la monotonia, un inno alla vita. Vieni chi può a Wembley, andrà tutto bene. L’Italia ha già vinto.

Di Eric Major

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