A Lampedusa, centinaia di migranti dall’“altro Afghanistan”

Quasi ottocento persone sono arrivate a Lampedusa in un solo giorno, riportano i media italiani. Il suo sindaco ricorda che le risorse dell’isola sono già travolte e che il disastro in Afghanistan non deve oscurare altre aree del mondo le cui popolazioni sono in situazione di disagio.

Questo sabato 28 agosto, a Lampedusa, “Il personale della capitaneria di porto ha iniziato a fare il pendolare all’alba per recuperare dal mare i 539 migranti che si trovavano a bordo di una barca stracolma”, segnalalo Corriere della Sera. La loro barca, in una situazione precaria, ha minacciato di capovolgersi.

Lo stesso giorno, Inserisci L’ufficio postale, soccorsi e portati a Lampedusa anche i passeggeri di alcune imbarcazioni più piccole, tanto che il sindaco, Totò Martello, ha affermato che la giornata ha visto “Uno degli afflussi più importanti degli ultimi tempi”. Questo sarebbe un totale di 793 persone, secondo Rai, originari del Nord Africa e dell’Africa subsahariana, ma anche della Siria e del Bangladesh. Tra questi, donne e minori non accompagnati.

L’isola italiana di Lampedusa, vicino alle coste tunisine e libiche. CATTURARE SCHERMO / GOOGLE PIANI

Come affermato in messaggistica, al loro arrivo, i migranti hanno ricevuto assistenza medica dalle équipe di Medici senza frontiere, il cui responsabile era preoccupato: “Molti di loro portano tracce di violenze e percosse”, molto probabilmente hanno sofferto durante la loro permanenza nei campi di detenzione in Libia.

Alcuni di loro, dopo essere stati testati per il Covid-19, sono stati portati al centro di accoglienza di Contrada Imbriacola, sull’isola, che si dice contenga circa 1.400 persone con una capienza di 250 persone.

“Ancora una volta la nostra isola si prepara a dover gestire da sola il fardello dell’accoglienza umanitaria, ha sottolineato il sindaco Totò Martello, citato dai media italiani. Sono il primo a dire che dobbiamo sostenere, a tutti i livelli, l’impegno della comunità internazionale di fronte alla tragedia in Afghanistan, ma dobbiamo anche ricordare che ci sono altri Paesi, altri territori, dove diritti umani e fondamentali i diritti umani vengono violati ogni giorno, come il diritto alla salute, all’istruzione e al cibo”. E per supplicare:

Bisogna mettere in luce l’altro Afghanistan e garantire a queste popolazioni anche corridoi umanitari gestiti da istituzioni internazionali».

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