Il costo dei conti correnti continua a crescere in Italia. Nell’arco di dieci anni, la spesa media sostenuta per la gestione bancaria è aumentata del 23%, mentre i depositi delle famiglie hanno raggiunto complessivamente quasi 1.163 miliardi di euro. Dietro il dato nazionale emergono però forti differenze territoriali, sia tra le regioni sia tra le singole province.
Conti correnti, costi di gestione aumentati del 23%
A fotografare la situazione è uno studio di Adusbef, l’Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, che ha analizzato l’andamento dei conti correnti e dei depositi delle famiglie italiane.
Sulla base degli ultimi dati della Banca d’Italia, il costo medio di gestione di un conto corrente è passato da 82,2 euro a 101,1 euro nell’arco di dieci anni. L’incremento complessivo raggiunge quindi il 23%, evidenziando una crescita significativa delle spese sostenute dai correntisti.
Il rincaro assume particolare rilevanza considerando il ruolo centrale del conto corrente nella gestione delle finanze quotidiane, dall’accredito di stipendi e pensioni ai pagamenti delle utenze e alle altre operazioni bancarie.
Depositi bancari delle famiglie vicini a 1.163 miliardi di euro
Lo studio di Adusbef prende in esame anche il valore dei depositi bancari, ossia le somme che le famiglie italiane mantengono disponibili sui propri conti correnti. Dal calcolo sono escluse le forme di liquidità remunerata o vincolata.
Nel complesso, le famiglie consumatrici conservano in banca quasi 1.163 miliardi di euro. La distribuzione di questa liquidità, tuttavia, appare fortemente disomogenea sul territorio nazionale.
Lombardia prima per valore complessivo dei depositi
La Lombardia guida nettamente la classifica regionale, con quasi 239 miliardi di euro depositati sui conti correnti. La regione concentra da sola circa il 20% dell’intera ricchezza depositata sui conti bancari italiani.
A notevole distanza si colloca il Lazio, con circa 122 miliardi di euro, seguito dal Veneto con 105 miliardi. All’estremo opposto della graduatoria si trova la Valle d’Aosta, dove i depositi complessivi ammontano a circa 2,8 miliardi di euro.
Le differenze risentono anche del diverso peso demografico ed economico delle regioni. Per questo motivo, il quadro cambia sensibilmente quando il valore dei depositi viene rapportato al numero degli abitanti.
Bolzano prima per depositi pro capite
Considerando la quantità di denaro depositata sui conti correnti rispetto alla popolazione residente, Bolzano risulta la provincia con la maggiore disponibilità bancaria pro capite.
Nel territorio altoatesino la somma media depositata raggiunge quasi 30.400 euro per residente, il livello più elevato rilevato dallo studio.
Crotone in fondo alla classifica
La situazione opposta si registra a Crotone. Nella provincia calabrese la disponibilità media sui conti correnti si ferma a 9.679 euro per residente, il valore più basso della graduatoria.
Tra Bolzano e Crotone emerge quindi una differenza superiore a 20 mila euro per abitante, un divario che mette in evidenza la forte disomogeneità territoriale nella quantità di liquidità mantenuta dalle famiglie sui conti bancari.
Costi in crescita e forti differenze territoriali
Il quadro delineato da Adusbef evidenzia due tendenze principali: da una parte l’aumento delle spese necessarie per gestire un conto corrente, dall’altra una distribuzione molto diversa dei depositi tra le varie aree del Paese.
Nonostante l’elevato ammontare complessivo della liquidità conservata dalle famiglie nelle banche italiane, il rincaro dei costi di gestione e il divario tra i territori restano elementi centrali nell’analisi del mercato dei conti correnti in Italia.

Alessandro Vitale è autore per Gossipitaliano.net e si occupa di seguire temi di attualità, spettacolo, tecnologia, business, sport e lifestyle. Il suo approccio si concentra su una comunicazione chiara, accurata e accessibile, con l’obiettivo di offrire ai lettori informazioni utili e aggiornate. Attraverso articoli basati sui fatti e un linguaggio diretto, racconta notizie e storie rilevanti, aiutando il pubblico a comprendere gli argomenti che influenzano la vita quotidiana e il dibattito pubblico.
