Selvaggia Lucarelli si scaglia contro la vittoria di Daniele Bossari

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Selvaggia Lucarelli si scaglia contro la vittoria di Daniele Bossari Foto liberoquotidiano.it

Chi non conosce Selvaggia Lucarelli e la sua penna che sa essere decisamente tagliente? Anche questa volta l’opinionista non si risparmia ed esprime il suo dissenso, prendendo di mira un personaggio che ultimamente piace ai più: Daniele Bossari, il vincitore della seconda edizione del Grande Fratello Vip.

La partecipazione del conduttore televisivo al più discusso realty della televisione, ci ha fatto conoscere un Bossari differente, che si è messo a nudo davanti all’Italia intera e che non si è vergognato di mostrare le proprie debolezze e fragilità. Un uomo che ha pianto e che si è raccontato: ha parlato della sua depressione, del suo rifugio nell’alcool e di come ad un certo punto della sua vita abbia allontanato compagna e figlia. Solo quando ha toccato il fondo ha capito che l’unica strada era quella di risalire e si è fatto aiutare dalla famiglia e da uno psicologo. Così Bossari è tornato gradualmente alla normalità e si è rimesso in gioco partecipando al Gfvip.

La storia del ragazzo milanese ha commosso tutti, tranne Selvaggia Lucarelli che proprio non riesce ad esserne felice e sostiene che questa vincita sottolinei il marcio che c’è in TV:

Non riesco a unirmi al coro dei “che carino Bossari”, “che carini lui e Filippa” “che bello che sia rinato dopo un periodo buio!”. Evviva l’amore. Evviva il riscatto. Evviva il bene che vince sul male. Non ce la faccio non perché non pensi tutto il meglio possibile di lui e Filippa. Anzi. Non ce la faccio proprio perché lo pensavo pure prima e non mi serviva il Gf per accorgermene. (e infatti ne ho visto due puntate, manco per intero, e mi sono bastate a farmi un’idea del perché tenesse incollate 5 milioni di persone)”

È innegabile che la storia di Daniele Bossari fosse sconosciuta ai più, ma non perché lui non l’avesse mai raccontata, ma perché forse non si presta mai troppa attenzione, se non in occasione di un reality.

“Il problema è che non doveva servire a loro, il Grande fratello, perché la gente si accorgesse di questo. E questa faccenda ha creato un corto circuito che trovo ambiguo e scivoloso.Filippa e Daniele Bossari appartengono a quella fascia di persone perbene che in questo ambiente faticano. Sono monogami da secoli, non hanno mai raccontato nulla di pruriginoso ai giornali, hanno cresciuto una figlia sana e bellissima senza svenderla a social-marchette. Filippa, sui social, si è sempre proposta in modo elegante, discreto, pulito. Non l’ho mai vista sgomitare, inventarsi dichiarazioni per uscire sui giornali, pagare uffici stampa per ricamare sulla sua vita, improvvisarsi in cose che non è o non sa fare. O seduta accanto al potente di turno”

Ancora Selvaggia Lucarelli è convinta che figure come Bossari e Filipa possano piacere poco alla televisione attuale e che questo successo, basato sulla vittoria di un reality possa solo nuocere a Daniele nel tempo, tanto da rischiare di ricadere nel baratro.

“Ecco, questa è la gente con cui il mondo dello spettacolo non vuole avere a che fare. E infatti, il telefono di Daniele non suonava più. Filippa è stata scavalcata, negli anni, da mille soubrettine meno belle e meno gentili, ma più sgamate e con argomenti irresistibili: fidanzati famosi, scandali, calendari, calciatori, corna, intimità vomitata ai giornali, falsi scoop, amici paparazzi, figli usati per fare notizia e così via. Daniele ha conosciuto alcol e depressione, lei, forse, solo un grande senso di impotenza”

La conduttrice radiofonica usa parole avvelenate contro la trasmissione e sottolinea quanto gli stessi che adesso avrebbero apparentemente fatto rinascere il conduttore teleisivo, siano gli stessi che lo avevano affondato.

Poi arriva il Grande fratello Vip. Il Grande fratello Vip (e l’Isola), inutile girarci intorno, sono reality per disperati. La disperazione è di 4 sfumature diverse: a) quella del vip che ha bisogno di soldi, perché i soldi se li è spesi o semplicemente ha smesso di guadagnarne. b) quella del vip miracolato che è in crisi di visibilità e non avendo talenti campa solo di quella c) quella di chi saprebbe pure fare qualcosa ma “è passato il suo momento”, “non è più di moda” e quindi si svende, scavandosi generalmente la fossa. d) quella di chi non è un vip ma un “parente/figlio/fidanzato di”, va lì per racimolare un po’ di fama e guadagnare qualcosa e non ha niente da perdere

Daniele è stato un corto circuito. Qualcosa che è successo, al di là delle intenzioni di chi l’ha chiamato lì per farne un tappabuchi, più che un protagonista.
E il paradosso della faccenda è che Daniele, ora, passa per quello che grazie al sistema ha una seconda possibilità, ha la fama di ritorno, ha una possibilità di guarigione.
Peccato che lo guarisca chi l’ha fatto ammalare. Peccato che lo promuova chi l’aveva declassato. Peccato che la tv che cura chi ha allontanato dalla tv, sia, al massimo, un rimedio omeopatico. Acqua e zucchero”

“Quindi no, non gioisco particolarmente per Daniele. Perché se è su questo che si fonda la sua guarigione, ho paura che la guarigione si basi su presupposti troppo fragili. E ho paura che per chi soffre di depressione o dipendenza da alcol sia pure un messaggio sbilanciato, fumoso, equivoco”

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