Dopo l’uscita di Alfano dal Viminale… Addio ai nuovi casinò?

0
gossip alfano

Certamente, qualche spostamento di ministero porterà disagi sulle trattative che sino ad ora sono intercorse per quello che riguarda i programmi futuri del gioco, compresi i casino online selezionati dagli esperti, e, scostandoci un attimo dalle consuete problematiche legate alle apparecchiature da intrattenimento, si vuole parlare in queste righe dei casinò tricolore esistenti sul territorio e di quei Comuni che aspirano ad averne uno.

La nascita del Governo Gentiloni, dopo lo spostamento di Angelino Alfano dal ministero dell’Interno a quello degli Esteri, ed al suo posto Marco Minniti, e con Marianna Madia confermata ministro senza portaglio alla Semplificazione per la pubblica amministrazione, sembra chiudere qualsiasi strada per la trattazione della questione dei “vecchi” e dei “nuovi” casinò sul territorio della nostra bella Penisola.

Quelli elencati sono i ruoli chiave del nuovo Governo che interessano maggiormente il comparto dei casinò che fanno capo proprio al Viminale: sotto il governo Renzi, Giampiero Bocci era sottosegretario al ministero dell’Interno con delega alla vigilanza delle case da gioco, mentre le società di gestione, tutte partecipate da enti pubblici, sono soggette alla riforma Madia che, dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, dovrà essere ritrascritta almeno in parte.

Le proprietà dei casinò e le società di gestione si pongono la consueta domanda: questi avvicendamenti per il comparto delle case da gioco saranno un “bene” o saranno un “male”? E quali saranno gli scenari che si rappresenteranno in futuro? È lecito domandarsi questo, dopo tutte le varie notizie che si sono sovrapposte nella Conferenza Unificata e che a volte lasciavano speranze sulla trattazione relativa alle questioni dei casinò ed a volte, invece, facevano intendere che di questo segmento non si sarebbe proprio parlato.

Eppure, un riordino normativo anche di questo comparto, compresi i casino online, era stato inserito nell’agenda “del vecchio governo Renzi”: e gli operatori di questo segmento speravano che in questa opera di riordino trovasse posto anche l’apertura di nuove case da gioco, ipotesi sulla quale sia il ministro Alfano che il sottosegretario Pier Paolo Baretta si erano dimostrati possibilisti, facendola rientrare nell’ambito della riduzione del 30% delle apparecchiature da intrattenimento sul territorio.

Se a Baretta venisse riconfermata la delega al gioco, la possibilità che anche questo percorso possa ripartire si potrebbe concretizzare, anche se indubbiamente non sarà una priorità del Governo Gentiloni che sarà coinvolto, e non poco, in questioni come la riforma elettorale o la ricostruzione dopo i terremoti che hanno colpito il nostro territorio nel Centro Italia. E che dire poi delle elezioni che dovrebbero arrivare in anticipo rispetto alla scadenza del 2018? Altra priorità assoluta che assorbirà il nuovo Premier e che lascerà poco spazio ad altre tematiche.

Coloro che, invece, possono sembrare “contenti” dell’avvicendamento di Alfano sono i Comuni che desiderano ospitare i futuri nuovi Casinò, come Taormina e San Pellegrino Terme: i rispettivi sindaci sono convinti che questo progetto non sia più “da Viminale”, ma piuttosto da Ministero dell’Economia e delle Finanze per cui sperano, più che altro, che venga riassegnato a questo ministero, come sottosegretario, Pier Paolo Baretta. Sembra uno dei pochi politici veramente interessato ad una riforma del gioco, tutti i comparti compresi, quindi anche il segmento dei “vecchi” e “nuovi” casinò: quindi l’addio di Alfano ad altro ministero “poco importa”… anzi.