La vedova di Battisti contro Morandi, Pupo e Mogol: niente canzoni a scopo di lucro

0

La signora Grazia Letizia Veronese, vedova del cantante Lucio Battisti, morto all’età di 55 anni nel 1998, telefona ai colleghi di Lucio e ad aziende e mette i veti sulle sue canzoni per tutelare la sua volontà. Di recente ha telefonato a Gianni Morandi, proprio dopo una sua trasmissione in Rai per chiedergli di non usare più le foto del marito, che erano andate sullo schermo mentre veniva cantata la canzone “Pensieri e Parole” e anche di non eseguire i suoi brani.

Lo ha raccontato il cantante durante una testimonianza al tribunale di Milano: “Ricordo che la signora mi telefonò chiedendomi di non usare più le immagini del marito, andate in onda mentre veniva eseguita la canzone “Pensieri e Parole” e di non eseguire canzoni del suo repertorio. Mi chiamò dopo la trasmissione e mi rimproverò, intimandomi di non farlo più”, ha dichiarato Morandi. Stessa cosa è accaduta al cantante Pupo: “Mentre aspettavo un aereo mi telefonò la signora Veronese che mi investì contestandomi l’accaduto: diceva che non mi dovevo permettere più di fare cose del genere, che avrei dovuto interrompere la messa in onda del promo. Cercai di spiegare la perfetta legittimità di quanto andato in onda”.

Intanto quest’estate l’autore Mogol ha ottenuto 2,6 milioni di risarcimento a carico della società Acqua Azzurra, controllata proprio dalla vedova di Battisti, portandola in tribunale. La donna non sopporta che la volontà del marito venga calpestata per motivi di lucro: “Lucio Battisti non avrebbe mai consentito che una sua composizione fosse accostata a una casa automobilistica (Fiat), a un’impresa produttrice di pasta alimentare (Barilla) ovvero, peggio ancora, ad una banca (e che banca: Monte dei Paschi di Siena)”.

LEAVE A REPLY