Raoul Bova a Vanity Fair presenta la sua lotta per sostenere i diritti dei gay

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Raoul Bova è l’esempio di un uomo di successo: attore amato, uomo bellissimo e padre modello e marito felice da 12 anni della sua Chiara Giordano. Praticamente Raoul ha tutto e proprio per questo sembra sentirsi in dovere di fare qualcosa per riuscire a donare giustizia soprattutto sostenendo quelle cause che spesso vengono dimenticate. L’attore si è raccontato a Vanity Fair dove spiega di aver lanciato una petizione diretta al governo per poter sostenere i diritti dei gay.
“Penso che, se ancora c’è chi sente il bisogno di gridare al mondo la propria omosessualità, vuol dire che l’uguaglianza è lontana. Io non mi presento dicendo ‘Piacere, sono Raoul Bova, eterosessuale'”.

Ha conosciuto l’omosessualità a 16 anni, grazie al suo più caro amico: “Mi accorsi che il mio migliore amico era innamorato di un ragazzo, mentre a me interessavano le ragazze. Non cambiò nulla nella mia amicizia per lui e nel bene che gli volevo: troppe le cose che avevamo in comune perché quell’unica differenza avesse importanza”.
Il magazine ha scelto di pubblicare la lettera rivolta al ministro Elsa Fornero in cui si chiede formalmente di prestare attenzione al problema della disparità tra le coppie conviventi, a seconda dell’orientamento sessuale. La petizione porta le firme di Raoul, Don Luigi Ciotti, Paola Concia, Geppi Cucciari, Milena Gabanelli, Marco Materazzi, Mina, La Pina, Roberto Saviano, Francesco Vezzoli, con la possibilità libera rivolta a chiunque di sostenere questa lotta.

Alessandra Battistini

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